Durata del
Piano Strategico

32 mesi

Tematica di riferimento prevalente

Adozione di nuove varietà, razze e tipologie di prodotto

Settore/Comparto
di riferimento

Cereali

Azienda agricola Il Cerreto di Carlo Boni Brivio
Azienda agricola Il Cerreto di Carlo Boni BrivioSoggetto Capofila del GO
Indirizzo:
Strada comunale Cerreto canova, 45 56045 Pomarance (PI)
Legale rappresentante:
Carlo Pierluigi Boni Brivio
Indirizzo PEC:
ilcerreto@pec.coldiretti.it

PSR Toscana 2014-2020 – Reg. (UE) n.1305/2013 – Bando “Sostegno per l’attuazione dei Piani Strategici e la costituzione e gestione dei Gruppi Operativi (GO) del Partenariato Europeo per l’Innovazione in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura (PEI – AGRI)” – Annualità 2017

1. Sintesi della proposta progettuale

Il presente piano progettuale ha lo scopo di individuare e fornire agli agricoltori colture adatte ad essere introdotte nella rotazione agricola come specie da rinnovo, selezionate per garantire: i) una buona produttività e migliori caratteristiche qualitative; ii) un reddito adeguato agli agricoltori; iii) caratteristiche di adattamento ai diversi ambienti pedoclimatici della Toscana; iv) favorire la conduzione agronomica a basso input energetico di tipo biologico; v) riduzione di eventuali apporti irrigui; vi) resilienza ai cambiamenti climatici; vi) adeguato apparato radicale per garantire un effetto strutturante del suolo. Sono stati scelti mais e il miglio perchè sono due colture ottimali per il rinnovo dei terreni nelle rotazioni colturali e perché la trasformazione dei loro prodotti è una valida alternativa per i soggetti intolleranti al glutine. Un ulteriore obiettivo del progetto è quello di fornire, assieme a varietà da rinnovo migliori, anche l’indicazione delle tecniche agronomiche ottimali per la loro coltivazione, nell’ottica di una gestione agronomica di tipo biologico e resiliente nei confronti dei cambiamenti climatici futuri.

Le attività del progetto prevedono: a) in una pima fase l’introduzione di popolazioni di mais (Zea mais) e miglio (Panicum miliaceum e Setaria iItalica), destinate all’alimentazione umana nei sistemi colturali delle aziende agricole coinvolte; b) la valutazione attraverso prove agronomiche di campo dell’adattabilità e delle performance produttive di tali varietà in tre diversi ambienti pedoclimatici, attuando un metodo di coltivazione biologico (gli ambienti scelti per la valutazione sono rappresentativi di ecosistemi agrari caratteristici della Toscana: zone costiere, collinari e pedemontane); c) individuazione di pratiche agronomiche ottimali per la conservazione e il mantenimento della capacità di campo e delle risorse idriche del suolo, agendo sul suo contenuto di sostanze organica; d)la caratterizzazione qualitativo-nutrizionale delle granelle prodotte, caratterizzandone il contenuto di polifenoli, attività anti-radicalica e contenuto proteico; e)caratterizzazione genetica di tutti i materiali genetici in valutazione, per quantificare il grado di variabilità genetica presente e stimare l’interazione genotipo-ambiente.

Per incrementare le potenzialità produttive e qualitative delle specie prese in considerazione dal progetto sarà ampliato il germoplasma da valutare, introducendo materiale già disponibile presso l’Università di Firenze e presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Tali accessioni saranno anch’esse caratterizzate, al fine di avviare nuovi programmi di miglioramento, potenzialmente già dal terzo anno del progetto.

Alla fine del progetto saranno quindi fornite agli agricoltori varietà ottimali per il loro areale e indicazioni sulle migliori pratiche agronomiche per la loro coltivazione e per l’utilizzo sostenibile del terreno e delle risorse idriche. L’elevata qualità nutraceutica caratteristica delle popolazioni favorirà l’interesse da parte dei consumatori e consentirà l’avvio di filiere dedicate. In tal modo si potranno implementare aziende che trasformino il prodotto locale migliorando tutto l’indotto economico. I vantaggi derivati da queste coltivazioni non saranno solo economici. La conduzione agronomica in biologico consentirà la coltivazione di terreni marginali non ancora messi a coltura o abbandonati, contrastando il dissesto idrogeologico. Inoltre, il consumatore potrà acquistare prodotti locali di elevata qualità nutrizionale e igienico-sanitari.

2. Obiettivi del PS-GO

L’ obiettivo generale del progetto è la formazione di un Gruppo Operativo finalizzato all’attuazione di un Progetto Pilota che ha come ad oggetto l’individuazione di varietà/popolazioni di mais e miglio adattate agli ambienti pedoclimatici toscani e ii) la messa a punto di un modello di gestione agronomica di tipo low input che riduca l’apporto idrico necessario a tali coltivazioni e conservi la fertilità del suolo. Il prodotto ottenuto sarà inoltre caratterizzato da elevate qualità nutraceutiche-organolettiche e connotato da un forte legame territoriale, binomio che permetterà l’inserimento in nicchie di mercato apposite nel settore agroalimentare nazionale ed internazionale.

 Gli obiettivi operativi da perseguire nelle diverse aziende pilota sono:

  1. l’identificazione delle varietà/popolazione migliori per ciascun areale di coltivazione in termini produttivi e qualitativi, in base alla gestione agronomica attuata;
  2. l’identificazione delle migliori pratiche agronomiche per la conservazione della fertilità del suolo e per l’utilizzo limitato ed efficiente delle risorse idriche (utilizzo di cover crops e catch crops nel periodo precedente alla semina delle colture primaverili, come sovesci, trinciati, o come substrati con effetto pacciamante, ecc.);
  3. la definizione di un protocollo agronomico di produzione capace di indirizzare l’azienda nella produzione di granella con migliori caratteristiche nutrizionali e che massimizzi la produttività;
  4. la caratterizzazione nutraceutica delle granelle in base al genotipo e alla sua interazione con l’ambiente di coltivazione;
  5. la valutazione al terzo anno delle accessioni migliori ai fini dell’avvio di un programma di breeding per la selezione di popolazioni adattate ai diversi ambienti di coltivazione e resilienti verso i cambiamenti climatici futuri;
  6. la realizzazione di corsi brevi di formazione su tematiche di interesse specifico di imprese agricole e loro abbinamento con workshop di filiera;
  7. la diffusione della conoscenza degli obiettivi e dei risultati del progetto ai soggetti interni ed esterni alla filiera;
  8. l’attività di inquadramento delle esperienze analoghe, di confronto e meeting con attori italiani.

Con il raggiungimento degli obiettivi operativi prefissati si potrà agire sulla gestione agronomica delle aziende in modo da impostare un modello basato su rotazioni colturali adeguate che producano reddito ma allo stesso tempo che richiedano un basso input energetico grazie all’impiego di varietà adattate agli ambienti di coltivazione.

3. Partenariato: Ruoli ed attività

Azienda Agricola Biologica Bio-agriturismo IL CERRETO

CAPOFILA

Coordinamento delle attività di progetto e dei rapporti tra i partner. Organizzazione delle riunioni di coordinamento e gestione dei rapporti con gli Enti istituzionali. Predisposizione dell`Accordo di cooperazione, del regolamento del Gruppo Operativo e dei rapporti di monitoraggio del progetto. Assistenza e supporto in fase di rendicontazione finale dei costi di progetto. Gestione delle parcelle sperimentali per la conduzione dei test agronomici dimostrativi seguendo la metodologia dello Strip-Split-Plot per seminare varietà di mais o miglio su terreni senza la precessione del sovescio e precedentemente coltivati con miscele di colture da sovescio.

vedi le attività

Garfagnana COOP Alta Valle del Serchio SOC COOP a.r.l.

PARTNER DIRETTO

Realizzazione dei campi sperimentali per la conduzione dei test agronomici dimostrativi seguendo la metodologia dello Strip-Split-Plot per seminare varietà di mais o miglio su terreni senza la precessione del sovescio e precedentemente coltivati con miscele di colture da sovescio.

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Azienda Agricola Vecchioni Giovanna

PARTNER DIRETTO

Realizzazione dei campi sperimentali per la conduzione dei test agronomici dimostrativi seguendo la metodologia dello Strip-Split-Plot per seminare varietà di mais o miglio su terreni senza la precessione del sovescio e precedentemente coltivati con miscele di colture da sovescio.

vedi le attività

FCS-Fondazione per il Clima e la Sostenibilità

PARTNER DIRETTO

Studio delle interazioni fra i differenti genotipi e le variabili meterologiche e pedologiche attraverso analisi del suolo e stazioni di rilievo di temperatura dell`aria, umidità dell`aria e precipitazioni. Correlazione tra indicatori pedologici e climatici con quelli fenologici e produttivi. Definizione di un protocollo agronomico di produzione.

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Istituto di Scienze della Vita, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

PARTNER DIRETTO

Caratterizzazione genetica e molecolare di alcuni genotipi selezionati per ciascuna varietà/popolazione utilizzata nel progetto. Individuazione di genotipi con combinazioni genetiche e fenotipiche di interesse. Avvio di un processo di miglioramento genetico focalizzato alla componente nutritiva, all`adattabilità agli ambienti toscani e alla resilienza ai cambiamenti climatici. 

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Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Scienze Agro-alimentari e dell`Ambiente DAGR

PARTNER DIRETTO
Progettazione dei test agronomici relativi ai WP1, WP2 e WP3 per la coltivazione di genotipi di mais e miglio in un dispositivo dimostrativo di tipo Strip-Split-Plot. Risultati produttivi del germoplasma di Mais e Miglio nei tre ambienti con le diverse pratiche di sovescio adottate. Caratterizzazione nutrizionale e nutraceutica delle accessioni di mais e miglio più performanti. Definizione del modello agronomico ottimale per la coltivazione a basso impatto di mais e miglio in differenti aree della Toscana.
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ANCI-TOSCANA

PARTNER DIRETTO

Organizzazione di eventi per la condivisione delle esperienze e dei risultati del progetto. Attività di formazione attraverso corsi di formazione e workshop. Azioni di divulgazione ai partner ed ai soggetti esterni attraverso: Seminario informativo, incontri tematici, sito web, social media, materiale divulgativo digitale e cartaceo, convegno finale. ottenuti nella fase agronomica di coltivazione. Sostegno a scambi interaziendali e visite aziendali presso enti ed aziende in Italia. 

vedi le attività

4. Sintesi delle attività svolte e dei risultati di progetto

Nel corso della prima annualità del progetto le attività di progetto sono state regolarmente avviate sotto il coordinamento del capofila di progetto (Il Cerreto di Carlo Boni Brivio) nel rispetto delle tempistiche e delle modalità applicative previste nel Piano Strategico iniziale.

Nel corso della seconda annualità di progetto Il Cerreto, in qualità di capofila dell’Accordo di Cooperazione del G.O. “VARITOSCAN-Clima”, ha condotto le attività di monitoraggio e verifica della corretta attuazione dell’Accordo di Cooperazione e delle procedure previste dal regolamento interno del GO, di gestione delle relazioni all’interno della rete di cooperazione e condivisione delle informazioni relative al progetto, di gestione dei rapporti con gli Enti istituzionali nel corso della realizzazione del progetto e di organizzazione e animazione delle riunioni di coordinamento nonché della predisposizione della relazione annuale del PS GO (secondo anno).

Presso le tre aziende agricole sono state condotte ed ultimate tutte le attività di preparazione dei campi e semina relative ai test agronomici pianificati. Le colture sono state quindi oggetto di rilievi e campionamenti. Presso Cesa (AR) è stato invece allestito il campo di confronto varietale. La prova ha riguardato le linee di miglio e di mais fornite dalle due Università, per avere un secondo anno di dati. In qualità di referente della prova, il partner FCS ha seguito le fasi iniziali di realizzazione delle parcelle secondo gli schemi del DAGRI-UNIFI, ha seguito parte il regolare andamento della stagione vegeto produttiva e della raccolta.

Il partner SSSA-UNIPI ha svolto le attività necessarie alla preparazione al sequenziamento e genotipizzazione di accessioni di miglio e mais che avverrà nel terzo anno di progetto. In particolare, le attività hanno riguardato la selezione del materiale da genotipizzare, l’estrazione del DNA, e la costruzione di una piattaforma bioinformatica necessaria all’analisi dei dati ed alla produzione dei risultati attesi.

DISPAA-UNIFI ha invece monitorato le colture sperimentali presso le aziende agricole attraverso, ad esempio, la determinazione dei tratti morfologici, dei dati produttivi particellari ed il conteggio gradi giorno cumulativi nel periodo di crescita, allo scopo di testare le performance produttive e nutrizionali e per la stima della variabilità genetica di Panicum miliaceum e Zea mays.

Le attività di competenza del partner ANCI, inerenti corsi di formazione, workshop e scambi interaziendali sono state pianificate ma non realizzate a causa delle limitazioni che sono entrate in vigore a seguito degli effetti della pandemia da Covid-19.

Azioni

Azioni

Presentazioni, relazioni e documenti